PANE FRESCO E LOTTA ALLO SPRECO: GRANDE IMPERO RIUNISCE AL SENATO ISTITUZIONI E TERZO SETTORE NELLA GIORNATA MONDIALE DEL PANE E DELL’ALIMENTAZIONE

Tutela del pane fresco, logistica di prossimità e sostegno alla donazione: dal convegno le priorità per trasformare le eccedenze in una risorsa e ridurre lo spreco alimentare. 

Roma, 16 ottobre 2026 – Si è tenuto oggi, presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica, l’evento “Non si butta via niente: pane, eccedenze alimentari e nuove misure per la donazione”, promosso da Grande Impero, azienda italiana fondata nel 2007, leader nella produzione di pane di pasta madre a lievitazione naturale, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione e della Giornata mondiale del pane. 

Ad aprire e concludere i lavori è stato il Sen. Luca De Carlo, Presidente della 9ª Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato e primo firmatario della riforma sul pane. una tavola rotonda sulla filiera della donazione con Banco Alimentare del Lazio, Roma Capitale, Croce Rossa Italiana e Comunità di Sant’Egidio.

Punto di partenza del confronto è stata la riforma sulla produzione e vendita del pane, approvata dal Senato lo scorso aprile e ora all’esame della Camera, che aggiorna una disciplina ferma alla fine degli anni Sessanta. Il testo stabilisce che cosa possa chiamarsi pane fresco, cioè il pane ottenuto con un processo produttivo continuo, senza interruzioni dovute al congelamento o alla surgelazione, e lo distingue dal pane ottenuto da prodotti intermedi, precotto o surgelato, che dovrà essere dichiarato come tale ed esposto separatamente. La riforma definisce inoltre la pasta madre e il panificio, introduce la denominazione di pane interamente italiano e istituisce la Festa del pane. 

«Con questa riforma diamo una definizione chiara di ciò che è pane fresco e di ciò che non lo è. La sfida ora è accompagnare questa tutela con un cambio culturale sullo spreco alimentare, sostenuto da un impianto legislativo forte», ha dichiarato il Sen. Luca De Carlo. 

Valorizzare la freschezza del pane significa anche occuparsi di ciò che resta a fine giornata. Il pane è tra gli alimenti più sprecati nelle case degli italiani ed è, al tempo stesso, uno dei prodotti più difficili da recuperare: a differenza di un alimento confezionato, va ritirato in giornata, trasportato e distribuito nell’arco di poche ore, con costi in personale, mezzi e tempo che ricadono su chi dona e su chi riceve.  

«Il pane è fondamentale per comporre un pasto caldo e completo. Per recuperare più prodotto fresco dobbiamo accorciare la filiera e rafforzare la logistica di prossimità, coinvolgendo anche gli attori del territorio», ha spiegato Bruno Izzi, Responsabile gestione aiuti alimentari della Comunità di Sant’Egidio. 

«La rete distributiva è uno snodo decisivo: occorre incentivare la donazione e dotarsi di una logistica adeguata, favorendo anche la trasformazione del fresco in prodotti più facili da conservare», ha evidenziato Marco Picciaia, Presidente del Banco Alimentare del Lazio. 

«Roma può contribuire sulla logistica mettendo a disposizione spazi per conservare e ridistribuire le eccedenze per allungare la vita del prodotto costruendo politiche del cibo capaci di fare cultura. Fare rete è la condizione per rendere la distribuzione più efficiente», ha concluso Fabio Bonanno, Responsabile Agricoltura e Food Policy dell’Assessorato all’Agricoltura di Roma Capitale. 

Per Grande Impero si tratta di un tema strettamente connesso alla propria attività: nel solo 2025 l’azienda ha donato quasi 194 tonnellate di pane, un impegno che testimonia il percorso già intrapreso, ma anche il potenziale ancora da esprimere attraverso una collaborazione più strutturata tra imprese, Terzo settore e istituzioni. 

«Il nostro pane nasce da pochi ingredienti, acqua, farina, pasta madre e una lunga lievitazione naturale: tutto il resto non è pane. Per questo abbiamo seguito con partecipazione, fin dall’inizio, il percorso della riforma di cui il Presidente De Carlo è primo firmatario, che compie una scelta di chiarezza che condividiamo pienamente: la qualità deve essere riconoscibile, e chi la sceglie ha il diritto di sapere che cosa porta in tavola. Valorizzare la freschezza del pane, però, significa anche prendersi cura del suo destino quando la giornata finisce», ha dichiarato Antonella Rizzato, Amministratore Delegato di Grande Impero. 

Dall’esperienza quotidiana dell’azienda sono nate alcune riflessioni, messe a disposizione del confronto non come soluzioni definitive, ma come ambiti di lavoro comune. 

«La prima riguarda i tempi del pane: se va recuperato in poche ore, a fare la differenza sono la prossimità e le attrezzature, cioè mezzi per i ritiri quotidiani, abbattitori e celle per conservarlo, spazi per custodirlo vicino a dove serve, a partire dagli strumenti già esistenti per l’aiuto alimentare. La seconda riguarda la seconda vita del pane: quando non può più essere redistribuito come tale, può ancora diventare pangrattato, crostini, ingrediente di nuove preparazioni e, solo in ultima istanza, alimentazione animale. Favorirne la trasformazione, anche attraverso la collaborazione tra imprese e realtà sociali, significherebbe dare valore a ciò che oggi rischia di andare perduto e offrire agli enti un prodotto più facile da conservare e distribuire. La terza riguarda il costo del dono: un riconoscimento dell’impegno di chi seleziona, conserva e consegna il pane ogni giorno, insieme a procedure più semplici per gli enti più piccoli, che vivono spesso di volontariato, potrebbe fare della donazione una scelta naturale anche per le piccole e medie imprese della panificazione. 

Sono temi che nessuno può affrontare da solo, e sui quali siamo pronti a mettere a disposizione le nostre competenze, con l’auspicio che il confronto di oggi segni l’avvio di un metodo di lavoro condiviso. Nelle nostre famiglie si è sempre detto “non si butta via niente”, e valeva soprattutto per il pane: oggi una riforma attesa da tempo restituisce al pane fresco la sua identità, e il nostro impegno è fare in modo che il suo valore lo accompagni fino all’ultima fetta», ha concluso Antonella Rizzato. 

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